Migliori film 2016 – La classifica di Mattia

Udite, udite! Anzi: leggete, leggete! Ecco stilata la mia classifica. Quest'anno seguo le italiche uscite e, pertanto, non metteró Toni Erdmann il capolavoro del 2016. 10 Midnight Special (Jeff Nichols) 9 The Hateful Eight (Quentin Tarantino) 8 A Dragon Arrives! (Mani Haghighi) 7 Nocturnal Animals (Tom Ford) 6 Son of Saul (Laszló Nemes) 5 The Neon Demon (Nicolas Winding Refn) 4 El club (Pablo Larraín) 3 The Assassin (Hou Hsiao-hsien) 2 Ma Loute Continua...

Jim Jarmusch: Paterson

JIM JARMUSCH PATERSON (USA 2016, min. 113, col., drammatico )   Tutti lo volevano, ora lo hanno, tutti lo amano e tutti lo osannano. I Cineuforici ne sono delusi. Paterson del grande regista Jim Jarmusch, ti lascia lì ai titoli di coda con un profondo e sincero: “Mah…”. Non si osa dire nulla, perché “Jim Jarmusch è Jim Jarmusch, e che cavolo”. Vuol dire che non si è capito tutto, poiché tutti, ma proprio tutti, lo acclamano come una delle migliori pellicole del regista newyorkese. Continua...

Pablo Larraín: Neruda

PABLO LARRAÍN NERUDA (Cile 2016, 137 min., col., drammatico) La vita è narrazione e, poiché tale, merita d’essere vissuta fino alla fine. Personaggi di un romanzo poliziesco, l’investigatore e il poeta-senatore lottano per un ruolo da protagonista. Pablo Larraín non gioca con le parole come il poeta Neruda, ma con le immagini che creano la narrazione. Il regista, dopo No - I colori dell’arcobaleno e El Club, s’inserisce appieno nella tendenza di questo decennio: narrare il narrabile, Continua...

Frames n.22: Miguel Gomes

Il senso della narrazione: metacinema, favola e realtà nel cinema di Miguel Gomes. A cara que mereces (2004) Aquele querido mês de agosto (2008) Tabu (2012) Redemption (2013) As mil e uma noites (2015) Mattia Continua...

Maren Ade: Toni Erdmann

MAREN ADE TONI ERDMANN (Germania 2016, 162 min., col., grottesco)   Lo schiaffo cinematografico dell’anno arriva con Toni Erdmann, un’opera mostruosa e gargantuesca. Non c’è stato nulla di più imprevisto, sfacciato, schietto, inattuale e grottesco del lavoro della giovane Maren Ade. Toni Erdmann è diabolicamente potente. Apre in due lo spettatore, lo mette a disagio, lo fa ridere amaramente e lo fa piangere cinicamente. Nulla è qui normale, ma tutto è reale. Non finisce mai. Non ne Continua...

Jeff Nichols: Midnight Special

JEFF NICHOLS MIDNIGHT SPECIAL (Usa 2016, 111 min., col., thriller/fantascienza)   Jeff Nichols è l’erede di Spielberg? È la rinascita della fantascienza? Domande che lasciano il tempo che trovano e che non rendono onore a un regista dal percorso cinematografico originalissimo. In un’annata che vede alla ribalta il genere fantascientifico, basti a pensare al successo meritato dell’ottima serie televisiva Stranger Things, la pellicola di Nichols sembra volersi inserire nell’esiguo spazio Continua...

Bruno Dumont: Ma Loute

BRUNO DUMONT MA LOUTE (Francia 2016, 122 min., col., grottesco)   Il filosofo Dumont prosegue, ininfluente, nel suo studio. I suoi saggi visivi analizzano lo scibile umano e l’influenza di questo sull’ambiente circondante, fuori da ogni paradigma e autoironico.   Dopo le attente ricerche sulla fede e le sue contraddizioni sociali dei precedenti film, Dumont si concentra sulla società e i suoi paradossi. Sorge così l’inaspettata e rocambolesca serie televisiva P’tit Quinquin, Continua...

Oscar 2016: i vincitori

Oscar 2016... e fu detto tutto.   Migliore sceneggiatura originale Tom McCarthy e Josh Singer – Il caso Spotlight (Spotlight) Migliore sceneggiatura non originale Charles Randolph e Adam McKay – La grande scommessa (The Big Short) Miglior attrice non protagonista Alicia Vikander – The Danish Girl Migliori costumi Jenny Beavan – Mad Max: Fury Road Miglior scenografia Colin Gibson e Lisa Thompson – Mad Max: Fury Road Miglior trucco e acconciatura Lesley Continua...

Pablo Larraín: El Club

PABLO LARRAÍN EL CLUB (Cile 2015, 108 min., col., commedia nera) Quando l’estetica sembra separata dal contenuto, il sospetto che si tratti di un mero ludo stilistico è sempre dietro l’angolo. Pochi riescono a mimetizzare così bene la trappola, come lo fa Larraín. Egli fa abboccare in molti, prendendosi critiche negative, convincendo gli spettatori che le sue scelte estetiche siano fini a loro stesse. Dopo l’ottimo No – I colori dell’arcobaleno il cileno continua la sua ricerca Continua...